Lo diciamo sempre ma è sbagliato: ti spiego perché e come evitare figuracce

Alcuni dettagli sono importanti: lo diciamo ma è sbagliato, ti spiego perché e come evitare figuracce, forse non lo immaginavi

Non è necessario stare sempre attenti alla forma, ma talvolta conoscere determinati particolari ci aiuta ad evitare brutte figure. Quando siamo in compagnia di amici e familiari ovviamente possiamo sentirci rilassati, sciolti e non badare a quelle regole a volte noiose che fanno parte del “Galateo”. Tuttavia, in alti ambiti e circostanze, dobbiamo invece tenerne a mente alcune importanti. Lo diciamo sempre ma è sbagliato: ti spiego perché e come evitare figuracce.

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Di certo lo avete fatto anche voi senza nemmeno pensarci, anzi, credendo si trattasse della forma corretta. In realtà stiamo commettendo un errore e nelle prossime righe andremo a spiegarvi il motivo e come evitarlo.

Ti spiego perché non dovresti dirlo: è sbagliato, ecco la ragione

Se pensiamo, ad esempio, a quando ci sediamo a tavola sappiamo bene che determinati comportamenti non sono accettabili. L’educazione è fondamentale e alcuni insegnamenti ci accompagnano fin da bambini. Altri, invece, li apprendiamo col tempo e con l’esperienza, come giusto che sia.

Non solo in occasioni particolari, tuttavia, ci sono determinate direttive che ci aiutano ad agire nel modo giusto. Può capitare anche mentre siamo per strada o magari sul lavoro, così come a casa di amici o conoscenti. Per questo vogliamo svelarvi un errore che molti fanno senza accorgersene ma che invece dovremmo evitare.

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Quando ci approcciamo ad una persona estranea, nuova, che si presenta o ci viene presentata, ovviamente le stringiamo la mano. Fin qui, tutto bene. Il problema è quando, nel dire il nostro nome, aggiungiamo il famoso “piacere”. No, non dobbiamo dirlo, sebbene ci possa apparire scortese.

Ma per quale motivo? Ve lo spieghiamo subito. Non possiamo sapere, al momento delle presentazioni, quindi all’inizio della conversazione, se questo nuovo incontro, questa nuova conoscenza, sarà davvero per noi un piacere o meno.

Come comportarci, dunque? Basterà stringere la mano e dire il nostro nome. Solo quando ci staremo accomiatando, quindi al momento dei saluti, potremo aggiungere in tutta sincerità il celebre “piacere”. Può sembrare un dettaglio da poco, ma invece dimostrerà la nostra onestà ed educazione, poiché farà capire alla persona che abbiamo di fronte che non siamo soliti mentire o parlare a vanvera solo per fare bella figura.

Di sicuro non tutti lo sanno, per questo spesso e volentieri, per dimostrare la nostra gentilezza e il nostro essere socievoli, tendiamo ad apparire subito entusiasti di una nuova conoscenza. Certo, non dobbiamo seguire il Galateo alla lettera in ogni ambito della nostra vita, ci mancherebbe, ma è bene tenere a mente questo suggerimento quantomeno per gli ambienti formali, come il lavoro, per evitare brutte figure.