Bob Dylan, ok boomer | Che accusa all’intera industria

Sono parole di fuoco quelle rivolte da uno dei big storici del mondo della musica all’odierna industria discografica legata allo streaming.

Lo streaming ha reso la musica “sdentata ed indolore”, distruggendola. Ci va già con i piedi di piombo uno dei musicisti che della musica ha fatto la storia con una discografia colma di gemme e milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Stiamo parlando di Bob Dylan che, senza troppi giri di parole, ha detto la sua su come l’universo dello streaming, a cominciare da Spotify e da Apple Music, abbia portato ad una ‘de-evoluzione del mondo musicale rendendo la musica priva “di mordente”.

Bob Dylan accusa l'industria discografica
Bob Dylan, accuse fortissime (nerdyland.it)

La dura accusa di Bob Dylan all’industria dello streaming

Lo ha fatto in occasione di un’intervista rilasciata al Wall Street Journal esprimendosi in modo diretto, seppur permeato da quella poetica che da sempre lo contraddistingue e con la quale è riuscito a tradurre in testi indimenticabili l’angoscia esistenziale, parlando di ‘teste di cubo’ e di ‘diavoli blu’. “Tutto è troppo facile”, ha spiegato il premio Nobel che il mercato musicale dell’ultimo mezzo secolo lo conosce perfettamente così come l’attuale mondo dello streaming, considerato il fatto che vanta oltre 9 milioni di ascoltatori mensili sul solo Spotify e che proprio quest’anno ha venduto per una cifra impressionante (stimata tra i 150 ed i 200 milioni di dollari) il suo intero catalogo discografico a Sony Music.

Ma l’artista non ha dubbi e, riferendosi in particolar modo alle nuove produzioni discografiche, ha affermato che le piattaforme di streaming stiano, anno dopo anno, uccidendo l’originalità e la creatività della musica. Per meglio comprendere a cosa faccia riferimento occorre ricordare che oggi è sufficiente un semplice click per avere dozzine di brani a portata di orecchio e questa facilità di accesso ha reso la musica “fluida ed indolore”.

Bob Dylan accusa l'industria discografica
Bob Dylan, accuse fortissime (nerdyland.it)

Bob Dylan: “La tecnologia è stregoneria”

“Basta un tocco dell’anulare, del medio, un piccolo clic, è tutto ciò che serve – ha spiegato nel corso dell’intervista dedicata al suo nuovo libro The Philosophy of Modern Song – Abbiamo fatto cadere la moneta nella fessura. Siamo spaccapillole, teste di cubo e giganti, appesi, uscire, inghiottire diavoli blu, molly neri, qualsiasi cosa su cui riusciamo a mettere le mani. Per non parlare delle caramelle al naso e dell’erba ganga. È tutto troppo facile – ha aggiunto – troppo democratico. Hai bisogno di un rilevatore di Raggi X solari solo per trovare il cuore di qualcuno, vedi se ne hanno ancora uno.” Bob Dylan è arrivato anche a paragonare l’odierna tecnologia alla “stregoneria”, ad uno “spettacolo di magia” che “evoca gli spiriti”. E ancora: “È un’estensione del nostro corpo, come la ruota è un’estensione del nostro piede. Ma potrebbe essere l’ultimo chiodo conficcato nella bara della civiltà; semplicemente non lo sappiamo”.

È il mercato a dettare le regole del mondo musicale’

Parole che inevitabilmente hanno generato una fitta serie di discussioni sul tema: del resto è fuori discussione che oggi lo streaming rappresenti lo strumento più redditizio per usufruire di musica.

E questo sta portando, secondo Dylan, gli artisti e le etichette discografiche ad andare sul sicuro raccogliendo spunti dalla viralità dei video sui social per costruire brani ad hoc che raggiungano con facilità un’ampia fetta di pubblico. Insomma se in passato la musica nasceva da un’ispirazione personale e da una creatività innata, oggi a dettare le regole per strategie di profitto il più possibile esenti da rischi sembra essere prevalentemente il mercato.

Articolo di Daniele Orlandi