I dinosauri hanno invaso la città | Provate a sopravvivere

Nel 2023 i dinosauri torneranno ad abitare la terra e voi siete gli unici in grado di salvare l’umanità dall’invasione: scopriamo Paleophage.

L’epoca preistorica, in particolare quella in cui hanno vissuto i dinosauri ha affascinato gli studiosi dal giorno della prima scoperta di resti fossili. Attraverso gli scavi e gli studi effettuati su questi resti ossei si è cercato di ricostruire l’aspetto, le abitudini e la catena alimentare di quel periodo ormai perso nel tempo. Si può semplicemente ipotizzare (con sempre maggiore approssimazione verso il reale) quali fossero gli equlibri tra questi enormi rettili, quali fossero le loro abitudini di caccia e quali i rapporti tra esemplari della stessa specie.

Paleophage, videogioco
Il videogioco Paleophage con i dinosauri (nerdyland.it)

Da quando l’esistenza di queste specie di animali è stata svelata, il mondo intero ha provato la stessa fascinazione degli studiosi ed ha sempre desiderato poterli vedere in azione e dal vivo. Ovviamente non è possibile se non tramite delle ricostruzioni in 3D create appositamente per documentari. Il sogno collettivo è stato raccolto agli inizi degli anni ’90 da Steven Spielberg e trasposto in un film che è diventato un cult ed un pezzo di storia della cinematografia mondiale: Jurassic Park.

Sulla scia del successo del kolossal hollywoodiano, alla fine degli anni ’90 Capcom ha creato la versione videoludica del concetto, ambientandola in un contesto survival horror del tutto simile per dinamiche, atmosfera e gameplay a Resident Evil. Questo “Spin-off” della serie principale della softwarehouse nipponica si chiamava Dino Crisis e ci metteva nei panni di un membro dei corpi speciali chiamati a contenere l’evasione di questi colossi della preistoria, dai laboratori e dalle gabbie in cui erano rinchiusi.

La triste fine di Dino Crisis

L’ispirazione tratta da Jurassic Park (film che comunque aveva ricevuto le trasposizioni videoludiche dirette e brandizzate prima dell’uscita del capolavoro Capcom) era evidente, ma la versione videoludica immaginata dalla softwarehouse giapponese era molto più cupa, asfissiante, orrorifica e adrenalinica.

Il titolo è stato un successo enorme, tanto da spingere Capcom a produrne un seguito a distanza di un solo anno. Il secondo capitolo abbandonava l’impostazione survival horror in favore di quella action, cambio di rotta che non ha convinto il pubblico ed ha decretato la fine del brand. Nel 2003 è uscito un terzo capitolo solo su Xbox e uno spin-off su Playstation 2, ma entrambi i tentativi di rivitalizzare il brand non sono riusciti.

In attesa di un nuovo Dino Crisis, Paleophage ne raccoglie l’eredità

I dinosauri in ambito videoludico hanno avuto vita breve, dunque, anche se negli anni successivi qualcuno ha provato a riportarli in contesti e con modalità differenti da quel primo esperimento. Il primo videogame a provarci è stato ARK, action survival ambientato in un’epoca preistorica in cui i dinosauri non sono stati riportati in vita ma fanno parte del mondo in cui vivono i personaggi. L’accoglienza del titolo è stata tiepida da parte della stampa specializzata, ma il videogioco dal 2015 ad oggi si è conquistato una buona fetta di fan e nel 2023 uscirà il seguito diretto.

Paleophage
Il videogioco Paleophage con i dinosauri (nerdyland.it)

Nel 2016 è stata Ubisoft, con Far Cry Primal – spin off della serie sparatutto – a proporre la sua versione di mondo preistorico in cui alcuni dinosauri erano parte dell’esperienza di gioco. Abbandonate le frenetiche sparatorie degli altri capitoli, però, questo esperimento della softwarehouse francese è stato un completo fallimento.

L’anno che ha sancito il vero e proprio ritorno di moda dei dinosauri nei videogiochi è stato il 2017. Quell’anno ha visto l’uscita di Jurassic World Evolution – un gestionale in cui bisogna curare un parco con dentro i dinosauri – e di Horizon Zero Dawn, distopia futuristica in cui le macchine hanno assunto l’aspetto di dinosauri. Entambi questi titoli sono stati acclamati da pubblico e critica e hanno ottenuto dei seguiti anch’essi molto apprezzati.

Capcom fa orecchie da mercante su Dino Crisis e Paleophage cerca di raccoglierne l’eredità

Proprio il ritorno d’interesse sui dinosauri ha spinto tanti appassionati di Dino Crisis a chiedere a Capcom un reboot della saga o almeno un remake del primo capitolo. I titoli sopracitati, infatti, sono di generi differenti e non coprono la mancanza di un sequel di quel gioco che alla fine degli anni ’90 aveva conquistato il cuore di tutti gli appassionati di survival horror.

L’azienda nipponica, però, attualmente non crede nel progetto e come risposta alle richieste della fanbase ha proposto un multiplayer coperativo in cui bisogna sparare a orde di dinosauri intitolato Exoprimal, ovvero ciò che c’è di più distante da quel capolavoro cult richiesto a gran voce.

La domanda di mercato è stata accolta dalla softwarehouse indipendente Logdev. Il piccolo studio ha presentato il suo primo progetto chiamato ‘Paleophage‘, un survival horror ambientato in una città invasa da dinosauri, in cui bisogna investigare e risolvere enigmi per scoprire come sia stato possibile che queste creature siano tornate in vita.

Il piccolo studio di sviluppo promette un gameplay procedurale, in cui le creature assumono comportamenti diversi ogni volta che si accede ad un’area (qualcosa di simile a quanto visto nel 2014 con Alien Isolation) e dunque un gioco che potrebbe regalare un’esperienza diversa ad ogni playthrough. Attualmente il titolo non possiede una data d’uscita, ma la finestra di lancio è fissata per l’estate di quest’anno.

Attualmente l’uscita è prevista solamente sulla piattaforma ‘Steam‘ e dunque il gioco sarà disponibile solo per i possessori di un pc. Le specifiche indicate tuttavia non sono proibitive, dunque, non bisogna avere necessariamente un computer da gaming di ultima generazione per giocarci. Nel primo e unico trailer condiviso, si respirano le atmosfere di Dino Crisis, anche se qualche perplessità emerge per quanto riguarda le animazioni e la responsività del gunplay.

Articolo di Fabio Scapellato